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15/02/2020 - 14/06/2020

Natura, Mito, Materia



Natura, Mito, Materia


COMUNICATO STAMPA

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Noventa Vicentina (VI)


Presenta


-NATURA MITO MATERIA-

Mostra personale dell’artista ANGELO MARCOLIN


15 febbraio - 14 giugno 2020

Villa Barbarigo, Sala Esposizioni - Noventa Vicentina




L’esposizione, curata da Renzo Zoia e Gian Luigi Bonfante, rimarrà in calendario fino a domenica 8 marzo 2020

Presentazione della mostra a cura del Prof. Renzo Zoia, sabato 15 febbraio 2020 alle ore 17,30


INGRESSO LIBERO

Orari mostra:
Sabato e festivi: ore 10,00 -12,00 / 15,30 -18,30

Per informazioni: Dott.ssa Cristina Zanaica, Ufficio Cultura, Tel. 0444 788512




Nato a Torreglia (Padova) nel 1947, Angelo Marcolin ha frequentato gli studi di geometra in Umbria e precisamente ad Assisi, dove ha avuto i primi contatti con il mondo dell’arte, apprendendo i rudimenti del disegno e del
colore dal pittore Dragutescu. Terminati gli studi, ha lavorato come assistente nello studio grafico dell’artista (gruppo N) Alberto Biasi. Si ritiene autodidatta e dipinge fin dalla prima gioventù; ha partecipato a collettive in
vari momenti della sua vita, con periodi alterni, dato che la professione di arredatore e tecnico per teatri in tutta Italia, lo ha distratto dalla sua grande passione per la pittura e per l’arte in genere. Attualmente in pensione, ha
ripreso l’uso dei pennelli e della tela su cui trasferisce i suoi racconti, la sua storia, i suoi colori e i suoi cromatismi.
La pittura di Angelo Marcolin manifesta il continuo richiamo all’infanzia che ha arricchito la sua immaginazione e dato luogo alla “poetica del fanciullino” di pascoliana memoria. Da lì scaturiscono i temi del gioco, della campagna, degli animali e, contestualmente, il recupero del sogno, della famiglia, della figura paterna e della forza, e con essi la creazione di valori simbolici, come il cavallo, i giocattoli, la donna e una libertà sempre agognata e
spesso idealizzata.
Accanto al cavallo emerge il mito femminile e amoroso che, con l’uso sapiente della tempera, si manifesta nella creazione di sontuosi vetri eretti su strutture metalliche portanti. Così pure le leggende della Madre-Terra e di Eva
sono raccontate in due tavole di legno con figure di donne stilizzate che riprendono il tema della creazione e che ricordano certe sculture gotiche forse viste ad Assisi. Infine dipinge un cavallo rosso e due “Amanti” in un dialogo
surreale, che ricordano lo stile di De Chirico. In basso si svolge una lotta tra il Bene e il Male affidata a due sparvieri in contesa tra loro, mentre, sullo sfondo, una piccola barca sembra alludere a un viaggio acheronteo.
Ma vi è un filo rosso che percorre tutta l’opera di Angelo Marcolin ed è quello della materia, il cui libero uso esalta l’animo dell’artigiano che è in lui. Ciò si avverte non solo nella capacità di manipolare ogni oggetto che gli si presenta, ma anche nell’intelligenza di dargli una funzione espressiva ed estetica. A volte utilizza una lamiera rugginosa o la carta di giornale per sfruttarne l’ elemento cromatico. Cavalli a dondolo su legno intagliato e pressato rammentano il gioco che caratterizza l’infanzia di ogni uomo. Carta e materiale riciclato sono assemblati e decorati con tempera e pennarelli per costruire “Galli” dal piumaggio policromo, che rievocano ancora una volta il mondo
della campagna e della famiglia.
La materia inerte fornisce una spinta emotiva, un bisogno, un desiderio di comunicare, al di là della forma già determinata e del suo effimero valore. Lo dimostrano le scatole di vino di una cantina, che sotto le mani sapienti
dell’artista diventano “Omaggio a Palladio”, “Omaggio a Cèzanne”, autori che fanno parte degli amori segreti di Angelo, del suo immaginario. La storia è piena di questi interventi sulla materia, da Braque a Picasso, da Burri a
Pistoletto. La malattia è sempre la stessa: comporre un’opera scegliendo un oggetto ritrovato e trasformarlo in arte fornendogli una nuova identità. Quello che conta è l’ispirazione dell’artista, il suo mestiere.
Renzo Zoia
Noventa Vicentina, gennaio 2020

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Natura, Mito, Materia