Io porgo un caloroso saluto dalla Comunità asiaghese, dal Consiglio Comunale alla Comunità di Noventa e a questo Consiglio Comunale. Un ringraziamento innanzitutto per avere accolto questa proposta che riporta alla ribaltà un'epoca mai più dimenticata. Il 15 maggio del 1916, le prime bombe caddero su Asiago; il 16 già la popolazione si mobilitava per scendere in pianura.
A Noventa i primi nuclei arrivarono il 17 di maggio. Hanno lasciato gli asiaghesi la loro terra con la morte nel cuore guardandosi indietro, non riconoscendo più i luoghi familiari che erano da loro conosciuti da sempre, si trovavano in mezzo alle granate e alle rovine fumanti. Sono arrivati a Noventa e hanno qui trovato accoglienza e ospitalità. Sono stati qui fino al novembre 1918 quando i primi nuclei incominciarono a risalire ad Asiago per cominciare l'opera di ricostruzione della città con tanta buona volontà, con tanta forza d'animo portandosi credo nel cuore il ricordo grato verso questa Comunità.
Quindi il saluto che io rivolgo è il saluto che rivolse a questa Comunità, già nel 1916, il Sindaco Matteo Rigoni: ringrazio la gentile Noventa Vicentina per la caritatevole ospitalità. Lui disse anche che questa ospitalità restava scritta a parole d'oro nel libro della storia e che sarebbe stata portata nel cuore dalle future generazioni.
Ecco, credo che questo suggello, questo gemellaggio che si conclude oggi dopo essere stato deliberato dal Consiglio Comunale di Asiago fa memoria anche di quella promessa, di quella volontà che erano espresse dai nostri genitori, dai nostri nonni, dai nostri anziani: quello di ricordare quei momenti, momenti in cui la Comunità di Asiago e la Comunità di Noventa Vicentina erano una Comunità.
Qui a Noventa i nostri asiaghesi hanno vissuto, hanno avuto i loro figli, hanno celebrato le loro esequie, hanno coltivato amicizie e coltivato solidarietà, probabilmente anche qualche piccolo alterco, ma questo fa parte della storia di qualsiasi comunità. Sono tornati ad Asiago ad Asiago ed hanno portato nel cuore e ricordato nei loro figli per anni questa loro vicenda di profughi. Ecco quelle vicende stanno ormai scritte sui documenti, su vecchi documenti rinchiusi sugli archivi e ci sembrava che, nell'ocacsione della celebrazione dell'ottantesimo anniversario dall'inizio della guerra, riportare alla ribalta questi fatti soprattutto per le nostre giovani generazioni avrebbe consentito di perpetuare il ricordo di riaprire un dialogo, di riaprire quel rapporto soprattutto per mezzo dei nostri giovani che sono qui oggi numerosi.
Credo che questo sia il momento più significativo e più importante: quello di far ritrovare due Comunità, due vecchi amici per ricominciare a percorrere socialmente, culturalmente in amicizia un cammino assieme.
Questo è il senso che noi diamo a questa giornata augurandoci che sia foriero di fortune per le nostre due Comunità e che i nostri giovani sappiano ricordare e ripercorrere la strada dell'amicizia, la strada dell'accoglienza rivalutandola: ce nè tanto bisogno oggi. Noi ci rendiamo conto guardando quanto succede attorno a noi, agli esodi biblici di intere popolazioni, quanto bisogno ci sia di solidarietà, di accoglienza in questo mondo reso ormai ariso dagli interessi, dalle guerre, dalla disperazione di uomini che hanno perso il senso della vita.
Ecco, io ringrazio ancora questo Consiglio Comunale, questa Comunità per quanto ha saputo fare allora e per i sentimenti che porgono oggi alla nostra Comunità in questo Consiglio Comunale.
Grazie!
IL SINDACO DI ASIAGO
Francesco Gattolin