Per mezzo secolo sulla figura e sull'opera di Monsignor Giovanni Bertapelle si imperniò la storia religiosa e civile di Noventa Vicentina.
Nato nel 1855 ad Angarano da Benedetto e Anna Scanavacca, venne ordinato sacerdote nel 1877, a soli 22 anni e inviato a Bolzano Vicentino come capellano.
Nel 1888, parroco a Polegge, tenne il discorso funebre alle esequie del poeta Giacomo Zanella e l'anno seguente fu nominato arciprete di Noventa.
Iniziata l'opera di apostolato fra i suoi nuovi parrocchiani, non esitò a tener vive le opere benefiche ed assistenziali sorte durante il parrocato del suo predecessore Don Rocchi, mettendovi tutto il suo zelo e la sua operosità. Da citare principalmente il civico Ospedale e la Casa di Ricovere. A soli tre anni dal suo arrivo diede inizio all'opera destinata a qualificare il suo arcipretato nella storia di Noventa, l'ingrandimento ed abbellimento della Chiesa Parrochiale, diventata assolutamente inadeguata per l'accresciuta popolazione. Il predecessore non aveva posto che le fondamenta dell'opera. Monsignor Bertapelle con gravi sacrifici di ogni genere e tutta l'industria possibile condusse a termine progressivamente i lavori, in modo da tenere la Chiesa sempre funzionante.
Fu necessario molto tempo per completarla in tutte le sue parti ed ornarla adeguatamente. Solo nel giugno del 1935 ci fu l'inaugurazione ufficiale.
Il 27 maggio 1916 giunsero a Noventa i primi profughi dell'altopiano di Asiago, sconvolto dagli eventi bellici, e preziosa fu l'opera di Monsignor Bertapelle in quei drammatici frangenti. Di questi e di altri avvenimenti, sociali, civili ed economici riguardanti la comunità, lasciò testimonianza nelle sue pagine di diario, ricche di umanità e scarne di eloquenza.
Oltre ad essere sacerdote stimato e benvoluto da quanti lo conobbero, fu un grande educatore e profuse il suo sapere a più generazioni, tanto da essere considerato, assieme al patriarca di Venezia sarto, futuro papa con il nome di Pio X, pioniere dell'istruzione catechistica.
Papa Leone XIII lo nominò suo "cameriere segreto" e Monsignore.
Il popolo di Noventa fu sempre grato e riconoscente al suo pastore, manifestandogli in ogni occasione tutta la sua devozione.
Negli ultimi anni, benchè vecchio, pensò pure di dare alla gioventù noventana una casa per la dottrina cristiana e un oratorio.
Nel 1939, mentre Noventa si apprestava a preparargli solenni feste per le sue nozze d'oro di parrocato, lasciò dopo una breve malattia la vita terrena.