Comune di Noventa Vicentina (VI)

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Il Coro

Parti monumentali del Coro

La cupola ottagonale è illuminata da otto finestre rotonde, su cui splendono le iniziali di Maria, mentre nel vano che si apre sotto di esse dei putti alati portano emblemi e motti alla Vergine Gloriosa.

Sul fregio che corre intorno spiccano gli otto versi dell'antifona: Ave Regina coelorum, Ave domina Angelorum………….

Dietro ai tre archi che fiancheggiano l'altare si aprono le tre absidi con le loro calotte illuminate da altre finestre rotonde.

Sotto il cornicione con i suoi capitelli, magnificamente scolpiti prima dal Lucchetta stesso e poi terminati dal Beordo di Vicenza, si aprono grandiose finestre che illuminano il coro e corrono all'altezza delle nicchie poste tra i colonnati degli archi, su cui troneggiano le statue dei quattro Evangelisti: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Le statue poggiano su un piedistallo dove si trova il simbolico animale che li distingue. Sono queste opere dello scultore Guizzon di Vicenza.

La Corona

In occasione del restauro e della tinteggiatura interna della chiesa, è stato eseguito pure un accurato e ben riuscito lavoro di pulizia della corona dorata a foglia d'oro che, appesa alla sommità della volta dell'abside, sovrasta l'altare maggiore e manifesta tutto il suo splendore.

Sul piano che forma il cielo di detta corona, indiscusso capolavoro d'arte d'intaglio, dalla parte opposta è stata trovato un semplice scritto che suona così: "Il giorno 8 luglio 1882 fu innalzata questa corona eseguita da Lucchetta Francesco. La commissione fu fatta dal Rev. Arciprete Rocco Rocchi".

Questo interessante documento ci induce a far notare che l'autore della presente è il medesimo architetto intagliatore, maestro di disegno, che progettò ed eseguì il modello in legno della chiesa, attuato in parte, quando fu decisa la costruzione di questo tempio. Tale modello è conservato nei locali adiacenti la sacrestia.



Francesco Lucchetta era nato a Vicenza nel 1819 e morì a Noventa nel 1893. Aveva frequentato la scuola di disegno e quella di intaglio. Uscito dall'Accademia pose il suo laboratorio in Vicenza ed ebbe molteplici commissioni nell'architettura, nella figura, negli ornamenti tanto in questa provincia come in varie città d'Italia. Morì nel nostro Ospedale all'età di 74 anni e nel necrologio c'è scritto: "Uomo pio e onesto".

 
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Le pitture del coro

Dopo una serie di traversie, nel 1909 viene affidato l'incarico di dipingere il presbiterio a Giuseppe Zina, pittore della scuola del Bruschi di Milano.

Negli spicchi di fronte all'altare: la cacciata degli angeli ribelli dal Cielo all'Inferno, e quella di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre; negli spicchi di fianco: l'Annunciazione dell'Angelo alla Vergine, e la risurrezione di Cristo. Nell'alto della cupola: l'Incoronazione della Vergine in una festa di Paradiso.

A tale proposito è giusto ricordare che questa festa è a memoria dell'antichissima sagra dell'Incoronata, che ricorre ogni anno nell'ottava di Pasqua.

Nello spicchio centrale della cupola è collocata, sopra le nubi, la Vergine seduta in atto reverente e devoto, mentre il Figlio la incorona e il Padre la benedice tra un'aureola di luce che scende dallo Spirito Santo, librato in aria, e tra alcuni piccoli Cherubini in atto di ammirazione.

Gli altri sette spicchi della cupola, che misura quattordici metri di diametro e trentuno di altezza, sono occupati da Angeli in festa, divisi per il suono, per il canto, per l'incenso. Alcuni sono in ammirazione, alcuni in atto di servizio; tutti indossano vesti bianche.

Più sotto prendono parte alla festa i personaggi principali dell'antico Testamento. Dal lato dell'Eterno Padre: Adamo, Eva e Abele ammirati di fronte alla gloria della Vergine; quindi i Patriarchi: Noè e i suoi figli, Abramo e Isacco, Giacobbe e Giuseppe che fa omaggio alla Vergine delle sue spighe, Mosè con le sue Tavole e con il fratello Aronne con il suo bastone fiorito,Giosuè il guerriero della Terra Promessa, Samuele e Davide che suona l'arpa. Ci sono poi i re Melchisedec che presenta il calice ed Ezechia la corona. Seguono i profeti Isaia, Daniele, Malachia, i veggenti e le illustri donne: Abigaille, che offre alla Vergine i suoi frutti, Esther la sua corona e Giuditta la sua spada. Più da vicino Anna e Gioachino, esultanti in quella gloria, e con loro Elisabetta, Giovanni Battista e Giuseppe, il primo con il suo bastone in croce, il secondo che riverente offre il giglio, custodito immacolato per la gloria del Figlio e della Madre.
 
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