Le pitture del coro Dopo una serie di traversie, nel 1909 viene affidato l'incarico di dipingere il presbiterio a Giuseppe Zina, pittore della scuola del Bruschi di Milano.
Negli spicchi di fronte all'altare: la cacciata degli angeli ribelli dal Cielo all'Inferno, e quella di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre; negli spicchi di fianco: l'Annunciazione dell'Angelo alla Vergine, e la risurrezione di Cristo. Nell'alto della cupola: l'Incoronazione della Vergine in una festa di Paradiso.
A tale proposito è giusto ricordare che questa festa è a memoria dell'antichissima sagra dell'Incoronata, che ricorre ogni anno nell'ottava di Pasqua.
Nello spicchio centrale della cupola è collocata, sopra le nubi, la Vergine seduta in atto reverente e devoto, mentre il Figlio la incorona e il Padre la benedice tra un'aureola di luce che scende dallo Spirito Santo, librato in aria, e tra alcuni piccoli Cherubini in atto di ammirazione.
Gli altri sette spicchi della cupola, che misura quattordici metri di diametro e trentuno di altezza, sono occupati da Angeli in festa, divisi per il suono, per il canto, per l'incenso. Alcuni sono in ammirazione, alcuni in atto di servizio; tutti indossano vesti bianche.
Più sotto prendono parte alla festa i personaggi principali dell'antico Testamento. Dal lato dell'Eterno Padre: Adamo, Eva e Abele ammirati di fronte alla gloria della Vergine; quindi i Patriarchi: Noè e i suoi figli, Abramo e Isacco, Giacobbe e Giuseppe che fa omaggio alla Vergine delle sue spighe, Mosè con le sue Tavole e con il fratello Aronne con il suo bastone fiorito,Giosuè il guerriero della Terra Promessa, Samuele e Davide che suona l'arpa. Ci sono poi i re Melchisedec che presenta il calice ed Ezechia la corona. Seguono i profeti Isaia, Daniele, Malachia, i veggenti e le illustri donne: Abigaille, che offre alla Vergine i suoi frutti, Esther la sua corona e Giuditta la sua spada. Più da vicino Anna e Gioachino, esultanti in quella gloria, e con loro Elisabetta, Giovanni Battista e Giuseppe, il primo con il suo bastone in croce, il secondo che riverente offre il giglio, custodito immacolato per la gloria del Figlio e della Madre.