
In sette mesi, tra il giugno del 1974 ed il gennaio 1948
Il nuovo Sindaco - Giovanni Schio - che il 9 giugno ha sostituito in tale carica Armido Caldiera si dimette (e con lui la Giunta) dopo solo tre mesi, il 30 agosto. "I suoi impegni privati - dice - non gli permettono di assolvere coscienziosamente i gravi doveri del Comune".
Ed ecco allora un nuovo Sindaco - Antonio Trombetta - ed una rinomata Giunta: Antonio Crivellaro, assessore anziano; Antonio Maggiorato, Giovanni Schio ed Eugenio Sartorelli assessori effettivi; Guardiano Busato e Antonio Ghirardello assessori supplenti.
Ma non è finita. Anche questo Sindaco (ma questa volta non la giunta) si dimette dopo appena quattro mesi il 9 gennaio 1948. Il motivo pare sempre lo stesso: "le occupazioni della sua professione privata incompatibili con la dedizione che ci vuole per l'incarico pubblico; ma con una aggiunta rivelatrice : "specie nell'attuale critico momento".
nel paese, c'è ancora, la forte tensione provocata dalla situazione sociale. Infatti, anche durante quella riunione del Consiglio, in Sala Paradiso e in piazza ci sono i tanti disoccupati che chiedono provvedimanti.
Dentro il palazzo il Consiglio è in imbarazzo; e va a vuoto il tentativo di nominare il successore di Trombetta. Il Consigliere Silvio Oliviero riceve tre voti dai tredici colleghi presenti: dici schede sono bianche; manca ,dunque, la necessaria maggioranza assoluta prescritta e l'agomento viene rinviato.
Nel riconvocato consiglio del 18 gennaio 1948 il consigliere comunale Sante Minetto - a nome della minoranza e ritenendo d'accordo anche colleghi della maggioranza - ritiene che invece di nominare un nuovo Sindaco si chieda il Commissariamento del Comune. "In pochi mesi - dice - si è giunti alla quarta crisi e alla quinta votazione di Sindaco, ciò che denota una inconsistenza congenita del Consiglio. E ci si muove senza un programma".
Effettivamente, dopo la gestione Caldiera, scorrendo i verbali delle riunioni di Consiglio, si vede che dal giugno del '47 al gennaio del '48 si è deliberato soltanto su argomenti imposti da norme legislative o da disposizioni prefettizie o per aspetti di normale amministrazione.
Quindi l'indennità di "caro pane" e "cavita" per i dipendenti comunali.
O l'adeguamento dell'indennità di trasporto dei due medici condotti; e del veterinario che ora non va più in bicicletta pechè si è comprato la macchina. O l'adeguamento della fittanza.
Per i campi "Valli" allora proprietà del Comune: sarà corrisposto ogni anno all'amministrazione un prezzo di mercato pari a due quintali di frumento e ad un quintale di granoturco per campo vicentino; e con l'obbligo di consegnare annualmente al Comune, gratuitamente, anche 25 quintali "di fieno buono, secco di fienile". O l'aumento "per esigenze di bilancio alle massime aliquote consentite" dell'imposta bestiame.
Tuttavia, per pareggiare le uscite di 26 milioni e mezzo del bilancio 1947 si deve accendere, in entrata, un mutuo di 5 milioni e mezzo. Soltanto al Consiglio del 12 novembre del '47 si annuncia la "promessa" del Ministro dei lavori pubblici Tupini diretta a favorire la costruzione di case popolari per i dipendenti comunali.
Alla proposta di Minetto si oppone Caldiera che giustifica le difficoltà programmatiche degli amministratori che non possono essere di grande respiro finchè dura la necessità di far fronte innanzitutto alla disoccupazione. E, per tale problema, non può ritenersi utile una burocratica, lontana gestione commissariale. L'assemblea accetta di passare alla elezione: con nove voti a favore su sedici presenti Silvio Oliviero diventa il nuovo Sindaco.
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