Comune di Noventa Vicentina (VI)

L'antico labaro dei Caduti e Dispersi in guerra

L'Associazione Nazionale famiglie Caduti e Dispersi in Guerra fu costituita, infatti, nel lontano 1917 nel pieno svolgimento della Prima Guerra Mondiale; venne eretta in ente morale nel 1924 e, successivamente, compresa ufficialmente tra gli enti pubblici di notevole rilievo nazionale per essere poi trasformata in ente morale di diritto privato nel 1979

Ente morale "Cui per legge è attribuita la rappresentanza esclusiva e la tutela dei Congiunti dei Militari, dei Partigiani e Militarizzanti Caduti e Dispersi in guerra, in difesa delle Istituzioni Democratiche e della Pace e di quelli comunque deceduti nel compimento del dovere".
La sede centrale e la presidenza nazionale sono a Roma, Lungotevere Castello, 2. Il presedente provinciale è il Signor Gino Antoniazzi e la sede è in corso San Felice 166 a Vicenza.
L'impegno dell'Associazione per la pace e la fraternità dei popoli si concretizza anche nello svolgimento dell'annuale celebrazione della "Giornata Nazionale del Ricordo dei Caduti e Dispersi in Guerra" e nella organizzazione di pellegrinaggi e di solenni cerimonie che si svolgono, con l'intervento di Delegazioni straniere, presso il Monumento eretto sul Colle di Medea (Gorizia) denominato "Ara Pacis Mundi" e nei più importanti sacrari militari (Redipuglia, Bari, Monte Grappa, ecc.).
La Sezione di Noventa è stata fra le prime nate in provincia di Vicenza per mantenere vivo il ricordo dei Caduti e dei Dispersi promuovendo cerimonie ed onoranze, per assistere le famiglie dei congiunti (genitori, vedove, orfani, collaterali) e tutelarne gli interessi.
Il labaro noventano era presente, in prima fila, il 23 giugno 1935 nella solenne cerimonia di inaugurazione del Monumento ai Caduti in Piazza IV Novembre, opera dello scultore Giuseppe Zanetti di Vicenza, insieme con le bandiere delle altre associazioni combattentistiche e d'arma di Noventa e di tutto il Basso Vicentino. Singolare è lo stemma ovale al centro del labaro su fondo bianco. Consiste in un bracere che emana delle lingue di fuoco, simbolo dell'ardimento e una grande croce di fattura abbastanza rudimentale. L'interno dell'ovale è coronato da un ramoscello di alloro, simbolo della gloria. Questo stemma singolare risulta solo nel labaro noventano e non anche in quello nazionale.
Si tratta pertanto di elementi semplici, com'era nella nostra tradizione locale, che simboleggiano insieme il Valore dei Caduti e la Speranza della Resurrezione. Il manufatto è sicuramente opera della ditta "Levis" di Corso Fogazzaaro (vicino alla Camera di Commercio) di Vicenza, da due secoli specializzata nella confezione di parametri sacri, militari e civili (bandiere, gagliardetti, fasce tricolori, ecc.).
Il tutto è nato dalla tenace e commovente ricerca del noventano di via Monte Berico, Giorgio Bellin, classe 1941, terzo dei quattro figli, orfani in tenera età, del martire della Resistenza Attilio Bellin detto "canon" (nato il 20 luglio 1906), deceduto eroicamente in combattimento in via carlo Porta a Noventa Vicentina il 28 aprile 1945 (giorno della liberazione di Noventa), il quale ha cercato con tutte le sue forze, riuscendoci, di recuperare il prezioso labaro della famiglia del non dimenticato Mario Vinetti (clesse 1913) fratello di Valentino Vinetti (clesse 1916), entrambi deceduti.
Ricordo che il Presidente della Sezione di Noventa Vicentina Valentino Vinetti, impiegato nella Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno e tra i soci fondatori della ProLoco nel 1954, lo portava con orgoglio nelle solennità civili del 25 Aprile e del 4 Novembre, essendo figlio di Valente Vinetti, nato a Verona nel 1881, sergente 150° Reggimento fanteria, deceduto per ferite scoppio di granata il 13 novembre 1917, sull'Altipiano di Asiago.
Il prezioso labaro, restaurato, è custodito nella Sala del Sindaco di Noventa Vicentina e il suo porta bandiera è ora Giorgio Bellin.
Ha collaborato il maresciallo cav. Francesco Catalano di Costabissara (VI).