L'ITER DI APPROVAZIONE IN PARLAMENTO DELLA LEGGE FINANZIARIA PER L'ANNO 2007 E' ANCORA IN CORSO; NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI CE LA TROVEREMO NEL TESTO DEFINITIVO SOTTO L'ALBERO DI NATALE
Molti dicono "quale Finanziaria?" visto che il testo proposto dal Governo continua a cambiare di giorno in giorno, così come le norme finanziarie varate con il decreto legge 223/06 (manovra d'estate) e con il decreto legge 262/06 (manovra d'autunno).
Cito soltanto un esempio: la norma sul calcolo delle deduzioni per gli immobili strumentali (aree e fabbricati) è cambiata per 4 volte in 5 mesi (dal 4 Luglio al 29 Novembre, data di conversione in legge del secondo decreto) ma nuove modifiche (per i professionisti) si annunciano con l'approvazione della finanziaria.
Questo per dire quanto sia difficile per tutti, contribuenti, professionisti, categorie economiche, Enti Pubblici, ecc., muoversi in un contesto in continua evoluzione che non lascia molto spazio alla possibilità di contare su norme certe per la formazione dei propri bilanci, pubblici o privati che siano. Le novità sono tantissime, a cominciare dall'entità stessa della manovra Finanziaria (circa 35 miliardi, quasi 70.000 miliardi delle vecchie lire) passando dall'IRPEF con la modifica delle aliquote e delle detrazioni, nell'intento di favorire i redditi più bassi e penalizzare quelli più alti, dall'aumento del bollo auto, dall'addizionale IRPEF, dalle rendite catastali, dalle aliquote sulle plusvalenze e sulle rendite finanziarie fino alla reintroduzione dell'imposta sulle successioni o donazioni, all'istituzione del nuovo ticket per il pronto soccorso (sono esclusi i bambini), all'aumento dei contributi per gli autonomi e per gli apprendisti, alle modifiche degli assegni familiari, al trasferimento del 50% del TFR "inoptato" all'INPS (per aziende sopra i 50 dipendenti), ecc.
Naturalmente anche per i Comuni le novità sono tantissime, a cominciare dalle modifiche all'ICI (requisito di ruralità - recupero di fabbricati non dichiarati - classamento degli immobili di categoria E) che comportano una previsione complessiva di maggiori entrate di 570 milioni nel 2007, 696 nel 2008 e 739 nel 2009: a fronte di tali maggiori entrate è però previsto un uguale taglio dei trasferimenti dello Stato. Viene istituita la "tassa di scopo" cioè la possibilità per i Comuni di istituire un'imposta per la realizzazione di opere pubbliche, nella misura massima del 30% dell'opera da realizzare, con modalità da individuare con successivo decreto. Viene data la possibilità ai Comuni di assumere mutui in misura superiore alla normativa vigente, con l'unico limite che l'importo annuale degli interessi, compresi quelli dei mutui contratti negli anni precedenti, non superi il 15% dei primi tre titoli di entrata.
A decorrere dal 1° Novembre 2007 il Catasto terreni e fabbricati viene affidato anche ai piccoli Comuni, direttamente o in forma associata o attraverso le Comunità Montane, previo decreto di attuazione che individui il graduale trasferimento delle funzioni. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, viene ridotto a tre il numero massimo dei componenti dei consigli di amministrazione delle società pubbliche, salvo deroghe fino a 5 componenti, da individuare con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri; a tal fine è prevista la decadenza di tutti i consigli di amministrazione alla data di entrata in vigore della Finanziaria e le nuove nomine devono essere fatte entro i 45 giorni successivi.
Vengono ridotti i gettoni di presenza e i rimborsi spese ai consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali e delle Comunità montane; viene anche ridotto il numero degli assessori, con effetto dalle prossime elezioni (numero massimo pari al 25% dei consiglieri).
Vengono premiate le fusioni fra i Comuni, nell'interno di razionalizzare le dimensioni territoriali degli Enti locali.
Vengono premiate le fusioni fra i Comuni, nell'interno di razionalizzare le dimensioni territoriali degli Enti locali.
Viene sboccata l'aliquota di compartecipazione all'IRPEF e prevista la compartecipazione dinamica all'IRPEF dal 2008.
Vengono previste nuove norme per la verifica del patto di stabilità interno, mirando alla riduzione del saldo tendenzialmente di comparto per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, sia in termini di cassa sia di spesa corrente, applicando dei parametri alla media del triennio 2003-2005, con l'obiettivo del patto di stabilità pari almeno all'8% della media triennale.
Un conteggio abbastanza difficile da digerire e che impegnerà non poco gli uffici finanziari preposti!
Non spetta comunque a noi esprimere un giudizio su questa Finanziaria in fase di definitiva formazione. Di certo tutti protestano, i partiti, le associazioni di categoria, i singoli cittadini, le professioni, i lavoratori dipendenti e gli autonomi, i giovani senza posto di lavoro o precari, i pensionati, i ricchi e i poveri, persino i sindacati di sinistra che vanno contro gli stessi partitidella propria area politica. Certo c'è anche un altro risvolto della medaglia: la enorme difficoltà di far fare dei sacrifici agli italiani per sanare un debito pubblico pauroso, per elevare il tetto dell'età pensionabile a fronte di un innegabile aumento della durata media della vita, per ridurre gli sprechi e i costi della burocrazia e per rendere più competitivo il sistema produttivo italiano di fronte alla concorrenza di altri Paesi che producono, nell'era della globalizzazione, a costi molto più bassi del nostro.
Di certo dobbiamo essere fiduciosi nel futuro e rimboccarci le maniche, per non essere ulteriormente declassati: lo dobbiamo fare per noi ma soprattutto per i nostri figli.