
1946-47: la disoccupazione provoca una crisi dell'Amministrazione comunale
Si è già visto in precedenti puntate quanto dura - e, fortunatamente, diversa dal nostri tempo - fosse la realtà comunale da amministrare nei primi anni del dopoguerra. E dovranno parlarne ancora. Ma annotando anche il consapevole desiderio degli amministratori di allora di immaginare prospettive di riscatto. Così succede, ad esempio, nel settembre del '46 quando in Consiglio comunale si discute della "cavalcatura" e della "vacca mora".
"CAVALCATURA" E "VACCA MORA"
Si vota, infatti, l'aumento della "indenità di cavalcatura" per il veterinario condotto: di annue 2.500 lire se usa l'auto o il cavallo; di 1.800 se usa la moto; di 1.000 se va in bicicletta. Cifre soggette a trattenute del 22,56%. E, dunque, al veterinario, che a quel tempo correva in bicicletta, spettando in tutto 2.325 lire all'anno!
Ma si discute anche il progetto lanciato dal conte Marzotto per la sistemazione delle comunicazioni nel Vicentino.
Quel piano, per il collegamento Noventa/Vicenza, proponeva l'attivazione di corriere e la soppressione delle rotaie per la "vacca mora" che allora, per lunghi tratti, erano inserite sulla strada provinciale della Riviera Berica. Mentre un'altra più avveniristica idea ipotizzava, invece, il trasferimento dei binari in sede propria per un treno elettrificato.
Su proposta del sinaco Armido Caldiera il Consiglio Comunale si oppone alla soppressione delle rotaie esistenti almeno fino a quando non sia pronto il trasferimento di binari in sede propia; suggerendo l'uso di corriere soltanto in determinati orari, ma non in quelli di punta in cui l'uso della "vacca mora" è necessario per i tanti pendolari che si recano a lavorare a Vicenza e per il trasporto delle merci. Si chiede, invece, lo spostamento delle rotaie, per il collegamento con Montagnana, dal Corso del nostro Centro che, pericolose, impediscono anche la realizzazione delle fognature.
CHIESTI PRETURA E UFFICI FINANZIARI
Voglia di prospettive e dura realtà si scontrano più drammaticamente nel Consiglio comunale del 21 aprile 1947. La seduta si apre con un voto con cui si chiede l'istituzione a Noventa di Uffici Finanziari e Pretura da collocare nella ex sede del diciolto partita fascista di via Carlo Porta. La richiesta viene documentata con una accurata relazione sulla promettente realtà sociale ed economica della Noventa del tempo che - per chi ha vilgi adi ricordarla - pubblichiamo nelle pagine di fronte.
INTANTO IL PRESENTE: CRISI DI GIUNTA
Intanto, però, al termine della medesima riunione la Giunta comunale comunica le sue dimissioni! Al di là del futuribile incombe ancora la precarietà sociale. La richiesta di occupazione e di beneficenza è pressante, ben superiore alle disponibilità finanziarie del Comune, dell'Ente Comunale di assistenza degli stanziamenti di cui può disporre la Prefettura.
I disoccupati fanno "massa" rendendo difficile la triste incombenza di graduare gli effettivi bisogni dei singoli. Per cui "di fronte alle esigenze inattuabili dei disoccupati" la Giunta si dimette.
Dimissioni che per il sindaco Caldiera "sono anche imposte da inderogabili ragioni professionali". La "preghiera ai consiglieri di accettarle e di provvedere alla surrogazione delle cariche" non viene però subito accolta. Il Consiglio vota intanto una proposta del consigliere Giovanni Schio: che una commissione composta da consiglieri, segretari di partiti e Camera del lavoro e presidente dell'ECA graduino un elenco dei disoccupati "a seconda degli effettivi bisigni dei familiari". La scelta del nuovo Sindaco richiede un pò di tempo; per cui le dimissione della Giunta - dopo che per due sedute del Consiglio del 24 maggio e del 3 giugno è mancato il numero legale - vengono affrontate il 14 giugno: nuovo sindaco Giovanni Schio; con Crivellaro Aurelio assessore anziano; Sartorelli Eugenio, Busato Guardino e Trombetta Antonio assessori effettivi; e Rizzi Silvio e Maggiorato Attilio assessori supplenti. E non è mancato l'unanime plauso dell'assemblea per il lavoro svolto dal sindaco uscente Armido Cladiera.
Gibis (5 - continua)
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Per sostenere la richiesta di ottenere a Noventa l'apertura degli uffici finanziari e di una sezione della Pretura, in Consiglio comunale del 21 aprile del 1947, è approvata una straordinaria fotografica della situazione del tempo della nostra comunità. un documento che, sintetizzato, vale la pena di conoscere come memoria del nostro passato.
L'ATTRAZIONE DEL TERRITORIO
Si fa notare che Noventa "rappresenta il centro maggiore del Basso Vicentino ...contraddistinto da un vasto, ricco e popoloso territorio", ma "chiuso dal resto della provincia". E si prosegue - magari con un pò di enfasi, che non guasta per accreditare la richiesta - dicendo che Noventa "con una superficie territoriale di 23 km. quadrati, con un suolo fertilissimo, è una ridente cittadina che - sia per la sua felice ubicazione, sia per il suo modo con cui vengono disimpegnati tutti i servizi pubblici - è un centro di forte attrazione: sì da seguire - anche in tempi di generale depressione monetaria - un crescente e costante sviluppo ... Vi si svolgono fiorenti mercati settimanali; una fiera mensile ed una annuale assai rinomate, cui affluiscono persone, oltre che della vasta zona del Basso Vicentino, anche delle confinanti provinco di Padova e Verona per contrattazioni ed acquisti più svariati".
LE ATTIVITA' E I SERVIZI
Più analitica diventa la fotografia delle attività economiche e i servizi allora esistenti:
* una grande industria molitoria che lavorava giornalmente mille quintali di grano con silos per l'ammasso del grano prodotto nei comuni della zona;
* una grande rappresentanza del Consorzio agrario e dell'Unione agricola che smerciano annualmente vari milioni di concimi e diverse macchine agricole;
* l'agenzia dell'America Ford per quattro province del Veneto e laboratori di carrozzeria auto;
* i magazzini per il tabacco e commercio all'ingrosso dei prodotto ortofrutticoli;
* una fabbrica di biscotti e un pastificio;
* tre filiali di Istituti bancari "traendovi tutti vita floridissima" oltre all'agenzia della Cassa di Risparmio di Verona-Vicenza-Belluno che, oltre alle normali operazioni di banca, "disimpegna servizi assai complessi affidatile dal Consorzio agrario (pagamento grano, bozzoli, concimi), dalla Società Eridania Zuccherifici (acconti e saldi Bietole), dal Consorzio provinciale tenutari stazioni taurine";
* il comando Stazione carabinieri; la sede notarile; l'Ufficio Leva; la scuola media e il ginnasio;
* è copoluogo di Consorzi tra sette Comuni per i servizi esattoriale, daziario e veterinario;
* è giornalmente attivo il ritiro e il trasporto delle immondizie;
* da 75 anni gli Istituti ospedalieri (ospedale - Casa di ricovero - Casa di salute) ospitano costantemente 400 persone;
* funzionano 2 farmacie, 2 condotte mediche, 2 ostetriche, 2 spacci di latte alimentare;
* e vi operano due ingegneri e vari avvocati!