Comune di Noventa Vicentina (VI)

Il 2 Giugno 1946: nasce la Repubblica

CONTRO LA VOLONTA' DELLA MAGGIORANZA DEI NOVENTANI (3)

Dopo le elezioni amministrative del Marzo 1946, nel sucessivo mese di Giugno sono convocate anche quelle per la nomina dell'Assemblea Costituente con abbinato il referendum istituzionale: monarchia o repubblica.
In Europa, dopo e in conseguenza della rivoluzione francese, le monarchie assolute si erano assicurate la sopravvivenza trasformandosi in monarchie costituzionali. Così in Piemonte con i Savoi; e, poi, per l'Italia quando, con l'unificazione del Paese (1861), lo Statuto Sabaudo diventa anche Statuto Italiano; con la monarchia che regge fino al termine della seconda guerra mondiale.
 
IL COMPROMESSO DI NAPOLI

Il 22 Aprile 1944 a Napoli già liberata, dove i reali, fuggiti da Roma erano riparati, i partiti antifascisti accettarono di entrare nel Governo Badoglio non solo perchè riconosciuto dagli alleati, compresa la Russia, ma anche a seguito di un compromesso. Il re Vittorio Emanuele III si impegna a trasmettere i suoi poteri al principe ereditario Umberto (da subito nominato luogotenente) non appena Roma fosse stata riconquistata; i partiti si impegnano a non rovesciare la luogotenenza sino al termine della guerra quando il popolo avrebbe deciso sulla questione istituzionale.
Roma viene liberata il 4 Giugno 1944 e l'Italia nell'Aprile 1945.
Nel Maggio antecedente il referendum istituzionale del 2 Giugno 1946 Vittorio Emanuele III abdicò, ma la decisione non basta a convogliare sull'erede Umberto II consensi sufficienti per salvare la monarchia.
 
A MONTE DEI SI E DEI NO

Hanno pesato l'acquiescenza di Vittorio Emanuele con il fascismo e la imprudente pubblica dichiarazione del successore Umberto con la quale scaricava la colpa degli avvenimenti del 1922 sul popolo italiano: il quale, con il proprio entusiasmo, aveva costretto il re a rassegnarsi alla nomina di Mussolini.
La soluzione repubblicana prevalse, sia pure distretta misura, con il 54% dei voti: 12.717.923 contro 10.719.284 e con un milione e mezzo di schede bianche e qualche migliaio di nulle.
Evidentemente, specie in aree periferiche, la monarchia, nonostante tutto, era ancora un istituto emotivamente e tradizionalmente accettato. E così si spiega, ad esempio, come a Noventa Vicentina 1.996 elettori abbiano votato per la monarchia e in 1.578 per la repubblica. Umberto di Savoia impugna il risultato, sostenendo che la vittoria non era valida perchè non costituita da una maggioranza assoluta in quanto, nel loro complesso la somma delle schede bianche e nulle e dei contrari superavano i favorevoli. Il conflitto durò molti giorni, con episodi di scontri violenti in alcune città, come a Napoli; e si concluse il 13 Giugno con la partenza del "Re di Maggio" per il Portogallo. Ma senza l'atto di abdicazione al quale Umberto si era impegnato in caso di sconfitta referendiaria.

Gibis (3 - continua)