CATERINA CORNARO NEGLI AFFRESCHI DI
VILLA BARBARIGO DI NOVENTA VICENTINA
Villa Barbarigo rappresenta una delle più interessanti opere artistiche della fine del Cinquecento. Non è noto l'architetto che realizzò quest'opera per la potente famiglia veneziana che aveva dato due Dogi alla Repubblica Serenissima ma il titolo di "villa dei Dogi" spetta ad essa soprattutto per gli affreschi, realizzati da artisti come Antonio Foler, Antonio Vassillacchi detto l'Aliense e Luca Ferrari da Reggio. Nel piano nobile - destinato ad udienze pubbliche e quindi più ufficiale - sono narrate le imprese dei più illustri esponenti della famiglia e sono effigiati i due Dogi Marco ed Agostino. Caso unico in tutta la storia di Venezia essi si succedettero nel trono dogale (il primo fu doge dal novembre del 1485, il secondo dall'agosto del 1486), ma governarono in modo assai diverso, come diversa fu la loro personalità.
Così, nella sala di Marco - pacifico, tollerante e paterno - troviamo accanto al ritratto del doge le Allegorie della Pace, dell'Abbondanza, dell'Obbedienza, della Prudenza e della vera Sapienza, mentre le Alllegorie della Fama, della Fortuna e della Guerra, dipinte nella sala dedicata ad Agostino, ne sottolineano il carattere militaresco, intransigente ed autoritario, che risalta anche nell'energico ritratto realizzato dall'Aliense. E in questa stanza dedicata ad Agostino, oggi "Gabinetto del Sindaco" troviamo nella parete est l'affresco che raffigura Venere: la dea della bellezza e dell'amore cammina sulle nuvole tenendo nella destra una corona d'oro e trattenendo con la sinistra il sottile velo che appena la copre. L'iconografia può significare sia lo splendore del dogato di Agostino, sia l'acquisizione dell'isola di Cipro: Caterina Cornaro offre nel 1489 la sua corona di regina al doge Agostino Barbarigo.