A Messina per il centenario del terremoto
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Una delegazione di Noventa Vicentina, composta dal Presidente degli Alpini Cipriano Lazzarin e da Giovanni Andretto, assieme all'Assessore Graziano Zattra, è stata a Messina per le celebrazioni del 112° anniversario della Battaglia di Adua
Nella commemorazione è stato ricordato il nostro concittadino Umberto Masotto, al quale, la città di Messina ha dedicato un monumento, lungo il porto di Messina, che il comandante del 24° Reggimento Peloritani ha ricordato le gesta eroiche di quel 1° marzo 1896 di fronte ad un nutrito numero di personalità istituzionali e di ragazzi delle scuole intitolate al Capitano Masotto ed al tenente Ainis. Nell'occasione la nostra cittadina era rappresentata dal vessillo comunale.
Nel corso della celebrazione sono state ricordate ai numerosissimi presenti le ragioni storiche della commemorazione, affinchè i giovani d'oggi possano comprendere, attraverso la storia, tante ragioni dell'attuale presente.
La battaglia d'Adua si inseriva, infatti, nel corso di quella politica espansionistica avviata dalItalia già a partire dal 1869 con il governo Crispi, per le conquiste coloniali in Africa orientale.
Il monumento è dedicato al Masotto, capitano degli alpini cui la nostra cittadina ha dato i natali nell'odierna Villa Cantarella, nel 1864, ed al quale è intitolato il nostro Istituto Superiore.
Esso vuole ricordare le gesta eroiche di quel 1° marzo 1896 in cui, colpiti dal fuoco nemico, dopo aver esaurito le loro munizioni, quasi tutti caddero a fianco dei loro pezzi di artiglieria.
Gesta che oggi sarebbero difficilmente comprensibili: obbedire per la difesa di una terra lontana fino ad immolarsi con la vita. La commemorazione si svolge ogni anno, ma nel 2008 ricorreva un evento particolare per la città di Messina: non vanno dimenticati, infatti, i cento anni del tristemente famoso terremoto e maremoto che ha distrutto la città.
Ed è proprio la carismatica figura del nostro concittadino Umberto Masotto, ad unire Messina con la nostra Noventa Vicentina: due città così fisicamente distanti, ma così spiritualmente vicini.