La staffetta nell'incarico di Sindaco tra Antonio Trombetta e Armido Caldiera (Giugno 1946) avviene in un periodo in cui "il sollievo della disoccupazione" (così l'argomento viene iscritto all'ordine del giorno) è da aggredire con urgenza. E, dunque, lo si affronta di nuovo con la prima successiva riunione del Consiglio (26 Luglio). I possibili lavori proposti dal nuovo Sindaco sono particolarmente interessati anche dal punto di vista strategico: prefigurano un assetto viario che - al di là degli interventi immediati allora possibili - restano validi per le realizzazioni che avverranno in futuro.
PREFIGURATA LA VIABILITA' LOCALE
Caldiera, infatti, invita a scegliere tra:
* interventi e modifiche sulla strada di collegamento tra Noventa ed Este;
* l'apertura di una nuova strada dal "Foro boario" a Via Masenello (quella che nel tempo diventerà poi Via Ungheria);
* l'isolamento del Municipio (che sarà in futuro Via Palladio);
* una nuova via tra le "Scuole nuove" e la "Casa del popolo" (realizzata successivamente come Via Braggion);
* la rettifica della "Via dell'Asilo" (avvenuta in anni sucessivi);
* prosecuzione dei lavori sulla circonvallazione (Via Zanettini);
* eventuali riparazioni delle esistenti strade comunali.
Da scegliere lavori per un importo di tre milioni di lire.
IL RICORSO ALLA SOLIDARIETA' CIVICA
Il precedente tentativo di ricorrere per tale investimento alla "solidarietà civica" (del Maggio precedente: ne abbiamo parlato nel primo promemoria) era fallito perchè si chiedevano ai cittadini contributi a fondo perduto. Si spera, invece, che l'emissione di 3.000 obbligazioni - da 1.000 lire ciascuna, per le quali corrispondere un interesse annuo del 5%, con un rimborso del capitale in 15 anni (metà a carico dello Stato e metà dal Comune) - possa avere successo.
Un altro segnale delle difficoltà di quel tempo è che nella medesima seduta del Consiglio si attiva un prestito di 500.000 lire, ottenuto dalla Cassa Rurale di Poiana, per acquisire della legna per riscaldare gli uffici comunali e da distribuire a famiglie bisognose! E, per fare cassa comunale, si delibera in 5 lire il corrispettivo per il rilascio o rinnovo delle Carte di identità.
INVASO IL MUNICIPIO SEQUESTRATA LA GIUNTA
Ma ecco che per il 4 Agosto del '46 viene improvvisamente convocato d'urgenza il Consiglio Comunale con un ordine del giorno shockante: DIMISSIONI DEL SINDACO E DELLA GIUNTA!
Che cosa era successo?
Nella precitata riunione del 26 Luglio si era anche deliberata la cessione di alcuni locali dell'allora "Casa del Popolo" ad alcune famiglie senza alloggio, pur lasciando sul posto la Camera del Lavoro e lo spaccio dei vini.
Contro il provvedimento, il 2 Agosto, un gruppo di operai - dopo una agitata riunione al "Modernissimo" - invadono il Municipio "sequestrando" per qualche tempo (così è verbalizzato) la Giunta Comunale. Sono affiancati anche da una mozione dei Partiti di sinistra - non presenti in quel periodo in Consiglio (vedere promemoria 2) - che reclamava l'immediata revoca del provvedimento. Con l'occasione si chiedevano anche interventi finanziari per i disoccupati impossibili per il bilancio comunale e, comunque, ritenuti illeggittimi. A fronte di tali atti e intimazioni ecco le dimissioni del Sindaco e della Giunta. A nome delle minoranze presenti in Consiglio i signori Virgiglio Trattenero e Sante Minetto, condannando i comportamenti dei dimostranti, "sobillati da elementi irresponsabili che approfittano della dolorosa situazione dei disoccupati", e riconoscendo il buon operato che sta svolgendo l'Amministrazione, invitano a ritirare le dimissioni, "a non abbandonare il campo in un momento difficile". E, a fronte del voto unanime del Consiglio, ciò avviene. Soltanto il Signor Domenico Paganotto mantiene le sue dimissioni irrevocabili da Consigliere e Assessore.